L’altra Thailandia: fiori di loto & delfini rosa a Khanom

Testo di Maya – Foto di Maya 

The Author: Maya

Agli amanti della Thailandia che già conoscono località turistiche da cartolina come Krabi, Phuket, Chiang Mai e Samui consiglio un itinerario nel cuore del paese, attraverso le province di Phatthalung, Nakhon Si Thammarat e Surat Thani.

In una settimana o poco più potrete scoprire il Sud meno frequentato dal turismo mordi e fuggi e concludere l’itinerario rilassandovi sulla costa est che guarda le isole di Samui e Koh Phangan. La provincia di Phatthalung è stata ignorata per molto tempo, ma adesso i suoi paesaggi e la sua cucina ricercata hanno cominciato ad attrarre più visitatori, che arrivano soprattutto da Krabi e dalle altre province del Sud.

Phatthalung è ancora estremamente naturale, con paesaggi onirici che includono le paludi dove i bufali pascolano selvaggi e il mare verde chiamato Thale Noi (Thale Noi in Thai significa proprio “piccolo mare”) famoso per le migliaia di fiori di loto che adornano la sua superficie e per le tante specie di uccelli rari. Consiglio di dormire almeno una notte in una delle piccole guesthouse che affacciano sulle rive del lago Thale Noi o del vicino Lago Songkhla. La mattina dopo potrete svegliarvi al sorgere del sole e ammirare l’alba da una barca (o un kayak, molte strutture li forniscono) mentre navigate lenti nel mare di fiori di loto. Questi fiori si aprono nelle prime ore del giorno, per poi richiudersi quando il sole è alto e intenso, perciò dovrete essere mattinieri. 

Avrete il resto della giornata per rilassarvi in hotel a bordo lago, coccolandovi con un massaggio alla Spa (ce n’è sempre una poco lontano) o dondolandovi pigramente su un’amaca nella brezza portata dal lago mentre cicogne, aquile e rondini volano nel cielo limpido sopra di voi.

Le dune di sabbia bianca di Khanom Beach

Il giorno successivo proseguite per Nakhon Si Thammarat, capitale delle provincia omonima, molto importante per la storia thailandese: in passato era un centro mercantile per gli scambi commerciali con India, Arabia, Portogallo e Inghilterra, e un centro culturale di primo piano per il Buddhismo Thai. Oggi Nakhon ospita uno dei templi buddhisti più imponenti e importanti del paese, ma per visitarlo non dovrete arrancare tra la folla come capita nei principali templi di Bangkok, perché il Phra Mahathat Woramaha Viharn è frequentato quasi esclusivamente dai locali e dai fedeli thailandesi in vacanza. Tra loro è noto come Phra Chedi.

L’alba sulle rive del Thale Noi

 

Oltre a visitare il tempio, vi consiglio di andare al Ban Nang Talung Suchart Subsin, il Museo delle Ombre Cinesi, per la cui produzione questa provincia è famosa, e a pranzo ( o a cena) in qualche ristorante locale dove, se amate il piccante, potrete mettervi alla prova assaggiando il “kua kling”, piatto tipico locale a base di macinato di maiale o pollo condito con pasta di chili del sud.

Dormite a Nakhon, poi proseguite in direzione Nord-est verso la cittadina di Khanom, nella provincia di Surat Thani.

Khanom è un villaggio di pescatori e contadini con una spiaggia di circa 8 km affacciata sul Mar della Cina. La spiaggia è ampia, di una sabbia fine che nella luce intensa del sole sembra bianca, ombreggiata dalle palme da cocco e affacciata su un mare color smeraldo. L’acqua è quasi sempre calmissima, il fondale sabbioso e poco profondo e il fenomeno delle maree non crea il problema dell’accesso al mare come accade in molte località della costa occidentale. Soprattutto, Khanom ha un’atmosfera pigra e tranquilla: sulla spiaggia affacciano alcune guesthouse e pochi resort a 4 stelle, e c’è spazio in abbondanza per stare tranquilli e isolati, in un beato silenzio. Vi consiglio di non limitarvi alla vita da spiaggia, però, perché Khanom ha molto altro da offrire, a cominciare dai delfini rosa. Questi mammiferi, che nascono grigi e diventano rosa verso i 10 anni di vita, nuotano nel mare davanti alla costa e attorno alle isole vicine. Ho fatto una sola escursione in barca e ne ho avvistati 2 (una madre e un piccolo) dopo neanche 20 minuti di ricerca. La mia guida, il signor Deng, che parla un ottimo inglese ed è un ambientalista che ha lavorato in diversi parchi nazionali della Thailandia, da qualche anno lavora con i locali per informarli su come proteggere l’ambiente naturale di Khanom. E’ appassionato, preciso nelle informazioni, molto professionale. E’ lui che mi spiega che qui si trovano (e a volte si vedono) anche i dugonghi, oltre ad altre tre specie di delfini.

Un’escursione in barca di una mattinata vi permetterà anche di osservare un caratteristico tipo d formazioni rocciose stratificate, soprannominate “rocce pancake” per la loro forma, che sono tipiche di Khanom e di poche altre aree nel mondo. Le più famose si trovano in Nuova Zelanda. Durante il tour in barca ci fermiamo anche su una piccola isola-santuario, adornata con le tipiche bandierine gialle buddhiste, che è dedicata al famoso monaco Luang Poo Tuad, autore di vari miracoli e molto venerato in Thailandia. L’isola è poco più di un grande scoglio ricoperto di vegetazione (e bandiere visibili da lontano) dalla cui sommità si gode di uno splendido panorama sul mare e le isole circostanti. Il signor Deng vi spiegherà tutto sulla leggenda e le storie collegate al monaco e a questo luogo.

In cerca di delfini rosa a Khanom

Tornati sulla terraferma, potrete rientrare alla spiaggia di Khanom per fare un bagno o magari decidere di esplorare i dintorni del porto di Donsak, da dove partono i traghetti per Samui e Koh Phangan, o farvi fare uno scrub dai pesci di una “Fish Spa” nella foresta. E’ quello che ho deciso di fare io e, anche se non sono attratta da questa tortura del solletico ai piedi, le piscine naturali ombreggiate che ospitano la spa nella foresta, tra alberi di durian e palme, e che sono un ritrovo abituale dei locali, mi sono piaciute moltissimo.

Dopo aver trascorso un paio di giorni a Khanom (che ospita anche alcune grotte e cascate da poter esplorare) potreste decidere di proseguire verso le isole di Samui e Phangan, verso il Parco Marino di Ang Thong, che vi consiglio, o ancora potreste muovervi verso ovest, per visitare il Parco di Khao Sok o godervi le bellezze naturalistiche di Krabi. Perché non c’è limite alla voglia di andare, una volta che si è partiti, no?

*Nota: Se siete interessati a questo itinerario, affidatevi alla nostra esperienza: trovate maggiori informazioni qui e qui. Il nostro video sulla Costa Est si trova qui.

 

 

 

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